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Antiquarium

L’Antiquarium di Celenza Valfortore è attualmente ospitato nei locali del Monastero  di San Nicola.
In esso sono conservate le testimonianze storiche e archeologiche rinvenute sul  territorio comunale durante le attività dell’Archeoclub o consegnate da privati cittadini

l’ANTIQUARIUM

Celenza Valfortore è un piccolo centro del Sub Appennino Dauno Settentrionale. Sorge ai confini col Molise su un’amena collina da cui si domina la valle del Fortore oggi occupata dall’invaso artificiale di Occhito.
Posto a 480 metri s.l.m., ha un agro di 66 kmq ricco di acque, boschi e posto all’incrocio di grandi strade storiche quali i tratturi della transumanza.
Queste sue peculiarità hanno favorito la presenza massiccia dell’uomo sin dalle epoche più remote. Infatti numerose sono le testimonianze inquadrabili sia nel Neolitico che nell’Età dei Metalli.

NEOLITICO ANTICO (6000-5000 a.C.)

Nel Neolitico, età della pietra nuova, si verificano una serie di importanti innovazioni che mutano la vita dell’uomo trasformandolo da cacciatore e raccoglitore ad agricoltore ed allevatore.
L’introduzione di una economia produttiva che favoriva lo sviluppo di specie sia animali che vegetali con tutte le fasi operative ad esse connesse portò verso la sedentarietà.
Furono scelti siti con particolari caratteristiche geologiche e topografiche e impiantati villaggi , assai frequentemente delimitati da fossati per circoscrivere il territorio e proteggersi contro incursioni di animali selvatici o altri gruppi umani che avrebbero potuto danneggiare i beni della comunità. Due, almeno sinora, sono i siti interessati dal Neolitico Antico: Molino D’Abbasso e Toppo Capuano.

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Tra le importanti innovazioni del Neolitico è la ceramica che costituisce un elemento importante per la classificazione degli aspetti culturali. E’ infatti sulle tecniche decorative (impressa, dipinta) che si basa la suddivisione cronologica del Neolitico che abbraccia un periodo di circa 3000 anni. Anche la levigatura della pietra, è una attività propria del periodo neolitico. E’ impiegata per produrre sia oggetti di ornamento  che strumenti di lavoro come asce usate per disboscare aree destinate all’agricoltura e all’allevamento e per lavorare il legno.

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Particolarmente interessante ed elaborata è la decorazione della ceramica di Toppo Capuano.

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NEOLITICO FINALE (4000 – 3400 a.C.)

Finora non sono state trovate tracce di insediamenti relativi al Neolitico Medio. E’ probabile che cambiamenti climatici siano stati la causa del temporaneo spopolamento o trasferimento della popolazione. La presa dell’uomo la si ritrova, invece, nella successiva fase del Neolitico Finale. Anche se sono stati ritrovati pochi frammenti, soprattutto anse a “rocchetto”, si assiste comunque al ritorno dell’uomo nel territorio. I pochi reperti individuati segnano la presenza di un piccolo villaggio dove sorgeva il precedente insediamento del neolitico Antico: Molino D’Abbasso.

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ENEOLITICO (3300 – 2400 a.C.)

L’Eneolitico risulta caratterizzato da uno sfruttamento delle risorse naturali più articolato e specializzato. Il sito di Molino Dabbasso, grazie anche alla sua valenza logistica, risulta attivo anche durante l’Eneolitico. Oltre alla produzione ceramica troviamo anche molti manufatti in pietra e selce.

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Particolarmente interessanti sono le asce-martello del tipo “ferro da stiro” e un oggetto in pietra che fa pensare ad un simbolo fallico.

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Oltre a Molino Dabbasso, sono stati individuati altri due insediamenti riconducibili all’Eneolitico: Valva e Madonna delle Grazie. Particolarmente interessante è un reperto del sito di Madonna delle Grazie. Si tratta di un frammento di tazza globulare di colore bruno-nerastro, con bordo sfinato e manico a nastro sopraelevato. la decorazione, ottenuta con la tecnica dell’incisione, consiste in un nastro che corre sotto l’orlo della tazza, delimitato da due linee, campito da un motivo a spina di pesce e da bande verticali formate da quattro piccoli segmenti orizzontali. Il manico è decorato esternamente da due costolature verticali applicate e internamente da un riquadro inciso con motivi a spina di pesce.

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